Moltedo

 

Diviso nelle due borgate Superiore e Inferiore, Moltedo (mt. 200 s.l.m.) era anticamente attraversato (in corrispondenza del rio Fossarello) dalla secolare frontiera fra Contado di Prelà e Comune di Porto Maurizio, ovvero fra Stati Sabaudi e Repubblica di Genova, cancellata solo nel 1801.

Unica però era la parrocchiale, dedicata a San Bernardo e realizzata nel 1645-60, fra i primi esempi barocchi dell’architettura rivierasca.

Accanto ad essa vanno annoverati: gli oratori dell’Immacolata, posto all’ingresso del paese fondato nel 1671 su progetto dell’arch. Oreggia; dei Disciplinanti di Santa Caterina risistemato nel 1705 e di S. Agostino, attribuito all’arch. Carli (metà XVIII sec.).

Nei dintorni del paese, meta di possibili gradevolissime passeggiate campestri, sono la chiesa privata di S. Andrea (lavoro dell’arch. Barnao concluso dopo il 1670, poco più di un rudere a causa delle irreparabili lesioni strutturali subite nel terremoto del 1887) e la chiesa di S. Anna (ma questa in territorio di Vasia) presso cui è tradizione si sia temporaneamente rifugiato in fuga sentimentale il celebre pittore fiammingo Anton Van Dyck, un tempo ritenuto autore della tela oggi conservata in S. Bernardo e da non molto criticamente retrocessa al Van Roos.

Molto interessante sotto il profilo paesaggistico e naturalistico risulta il vallone ad oriente del paese con le balze circostanti cui si connetteva un tempo un interessante sistema di installazioni frangitorie fra loro collegate.