Itinerario Piazza Calvi – Piazza Dante, Oneglia Imperia

L’asse costituito da Via Amendola – Via Bonfante nasce nella 2a metà del ‘700 come percorso di circonvallazione dell’antica città doriana/sabauda: progetto ripreso in forme urbanisticamente compiute nella prima Restaurazione ad opera dell’Intendente Generale Vialardi su progetto dell’ing. Moglino. Il tratto di Via Bonfante (ex Via Maria Cristina poi Via A. Gandolfo) a partire dal 1819-20 fu interessata, per circa un secolo, dalla realizzazione dell’infilata di portici che le conferiscono un tono inconfondibilmente “piemontese”.

1Accanto alla mole del “Collegio” fatto costruire da U. Calvi nel 1699-1713, sede ancor oggi del liceo Classico “De Amicis” dopo aver ospitato, senza interruzioni le istituzioni scolastiche superiori Onegliesi per oltre tre secoli, sorge la chiesa dell’Annunziata realizzata all’inizio del XVIII sec. dall’architetto G.F. Marvaldi di Candeasco. Officiata a partire dal 1909 dai Padri Minimi è di proprietà del Comune.

2Al civico n. 1 l’ex oleificio Giovanni Bonavera poi Piccardo e Savoré abbellito di fascia dipinta esterna con ritratti ideali femminili di F. Audissino (1904).

3Al civico n. 3 il “nuovo” palazzo Riccardi con magnifico atrio “alla piemontese” e scalone stuccato su originale motivo a capitelli “volanti”.

4Al civico n. … il palazzo di città dei Conti (titolati del 1722) Calsamiglia di Villaguardia e degli omonimi cugini (non titolati) carissimi amici onegliesi dei Vernet, dei Vieusseux ed altri casati mercantili ginevrini approdati a Oneglia nel XVIII sec.

5Al civico n. 2 la casa ove visse e tenne studio il pittore fiorentino Enrico Rossi (1866-1947) ritrattista e paesaggista localmente assai famoso.

6In Piazza Bianchi (sistemata nel 1967-69 su idea di M. Aprosio con motivi ornamentali legati alla coltura dell’olivo) domina la mole imponente del palazzo Calvi-Bianchi (civico n. 5): su nucleo seicentesco ampliato nell’800 dall’avv.to Alessandro Bianchi deputato al Parlamento per tre legislature fra il 1857 e il 1875. L’appartamento al piano nobile (che ospitò Re Carlo Alberto nel 1836 e il Duca Amedeo Filiberto nel 1875) mantiene decorazioni pittoriche interne neoclassico/romantiche cui collaborò il pittore Leonardo Massabò.

7Vicino all’imbocco della Galleria dei Orti (civico n. 39) una edicola votiva mariana su lastra ardesiaca dipinta, purtroppo in pessimo stato di conservazione, superstite fra quelle realizzate dagli occupanti spagnoli nel 1745-46 in giro per la città.

8Al civico n. 24 la lapide che ricorda la sosta di Giuseppe Garibaldi (settembre 1848) nell’allora “Locanda del Falco” fatta apporre dal Circolo Popolare Progressista onegliese nel 1883.

9In Via Vieusseux nata come traversa al Penitenziario (tetra realizzazione dell’ingegner Bosso di Casale nel 1839-48) e al Teatro Umberto di Savoia eretto nel 1862-66 da G. Bissini e F. Zuccarelli su originale pianta triangolare. Oggi in luogo del Teatro sorge l’Hotel Rossini realizzato nel 2001-2004 dall’arch. Rebuttato.

10Piazza Dante, già Piazza Maria Teresa, circondata da Portici e sviluppata attorno alla fontana centrale con putti bronzei commissionata dal Sindaco Agen allo scultore torinese V. Audania.

11Al n. 5 lo storico (ultracentenario) Caffè Piccardo vero monumento della socialità conviviale più tipica della borghesia onegliese.

12Ex Palazzo Comunale (civico n. 4) di Oneglia, eretto nel 1890-91 su progetto neoromanico medievalizzante assai in voga all’epoca dell’architetto A. Regnoli e dell’ing. G. Agnesi, dopo che un precendente progetto dell’ing. Oneglio (1854) si era bloccato per difficoltà finanziarie. Qui il Comune ebbe sede dal 1892 al 1923 e, ancora, la neonata amministrazione imperiese fino al 1930-31. Dal 1930 al 1943 vi fu ospitato il Comando della Divisione Militare Cosseria poi la Camera del Lavoro dal 1945 al 1956. Dopo i restauri del 2006-2007 vi sono stati sistemati gli Uffici del Settore Servizi Sociali del Comune.