Costa d’Oneglia

 

Dalla strada lungo rio Oliveto realizzata nel 1839 dall’ing. Capello, si perviene a Costa (mt. 140 s.l.m.) una delle ex sedi comunali confluite nel 1923 a formare il territorio d’Imperia.

Il paese vanta storia rilevante quale feudo di famiglie piemontesi (dai Trotti nel 1614 ai Lascaris nel 1785, infine ai Cavour-Alfieri) e manifesta tipica struttura di centro di crinale sviluppatosi essenzialmente fra l’antica e l’attuale chiesa parrocchiale.

La prima (occupata dal 1787 dalla Confraternita dell’Annunziata) mantiene tuttora superstite volume edificato riconducibile ai primi del Cinquecento; la seconda (dedicata a Sant’Antonio Abate) è stata realizzata su disegno dell’architetto Domenico Belmonte di Gazzelli tra il 1779 e il 1787.

Tra gli edifici di maggior rilievo si annoverano il palazzetto di villeggiatura dei Conti Belgrano, la Villa Lascaris (sede dal 1905 dell’asilo infantile istituito con lascito del 1899), la cascina dei Conti Alfieri di Sostegno. Sotto il paese sono raggruppati i pittoreschi “gombi della Chiusa”.

La cappella del cimitero, costruita nel 1870 e dedicata a San Rocco, è stata più recentemente associata al ricordo dei Caduti di tutte le guerre. Resta infine il Santuario di N. S. del Carmine fondato nel 1614 e completamente rifatto in stile neoclassico a croce greca dall’ing. Berio a seguito del voto popolare emesso per scampata epidemia colerica nel 1854. Ogni 16 luglio, nei dintorni dell’edificio, si svolge un’antichissima sagra religiosa popolare.

Dal santuario un percorso pedonale fra giardini ed uliveti consente di raggiungere Castelvecchio passando per quanto resta della borgatella di Costa Rossa, rasa al suolo dal terremoto del 1887 attorno all’oratorio dei S.S. Cosma e Damiano del 1891.