Castelvecchio

 

Subito al di là del rio Oliveto, oggetto nel 2004 d’intervento di semicopertura d’alveo, si entra nel territorio dell’ex comune di Castelvecchio del quale subito si presenta sulla destra, con facciata tardo neoclassica, la vecchia sede municipale (1892, su progetto Agnesi) con antistante monumento ai Caduti dello Scalambrini (1922).

Castelvecchio vanta un illustre passato feudale ma soprattutto si impone come la sede abitata più antica della valle Impero attorno a un castello già citato nel XII secolo e sorto a protezione del guado principale del torrente, successivamente valicato da un ponte (di cui sopravvive l’ultima arcata orientale della ricostruzione del 1773 dovuta all’ing. Amoretti.

Gli edifici religiosi si articolano nel semiabbandonato oratorio dei  Disciplinanti della Concezione (1684) nella vecchia parrocchiale marvaldiana del 1681 e del nuovo tempio “Mater Ecclesiae” progettato dall’arch. Berardo di Torino (1961-65) con torre campanaria dell’ing. Bartoluzzi (1979 – 80).

Sempre in territorio di Castelvecchio, sull’altra sponda del torrente, sorge l’oratorio di San Giacomo in regione “Barchei” (cioè fienili).

Altro monumento religioso importante è costituito dal complesso conventuale di San Pantaleo fondato dai frati Cappuccini nel 1587 e da loro occupato sino al 1867, poi dai Minimi, infine dai Camillini.

Devastato dagli Spagnoli nel 1613, dai Francesi nel 1692 e nel 1792-96 subì varie traversie fino alla soppressione d’epoca napoleonica e alla demanializzazione successiva alle leggi Sicardi.