Caramagna

 

Addossata a un poggio (49 mt. s.l.m.) in posizione dominante sul greto del torrente omonimo, Caramagna deve il suo nome a un’iimmissione colonica databile all’XI-XII sec. famiglie piemontesi  promossa dalle benedettine del celebre monastero arduinico fondato fra Cuneo e Torino.

La piccola chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, con caratteristico campanile medievale cuspidato, ci è pervenuta nella ricostruzione barocca del 1710-20 dell’arch. Aicardi, con facciata esterna stuccata nel 1784.

Non più efficiente è il retrostante oratorio dei disciplinanti di San Giovanni Battista risalente a fine Seicento.

Sulla piazzetta in basso d’arrivo al paese si trova la vecchia sede comunale con lapide ai caduti della Grande Guerra, mentre nel carrugio più interno sussiste la casa della medioevale Comfraria di Santo Spirito nei pressi della base di una torre di difesa.

A un lato dell’abitato e dall’alto, numerosi frantoi trovavano alimentazione idroenergetica dai rivi circostanti: fra tali installazioni è da segnalare il “Gombo del Palmoriere” di cui sussistono anche tracce del beo adduttore nei pressi della cappella padronale di N.S. della Misericordia.

Suggestiva, poco oltre il paese, è la zona del “Lazzaretto” tradizionalmente riferita in passato a impianti di baracche di quarantena ancora utilizzate in pieno ‘800. Novecenteschi sono invece alcuni edifici nati nel primo ‘900 come infrastrutture locali di deposito industriale.